Estremo saluto

Il culto dei morti e il suo rituale, sono parte fondamentale dei sentimenti e dell’identità di una comunità. Gli usi e le tradizioni in merito a tale triste evento variano a seconda il luogo, la fede, il desiderio dei congiunti o il volere del defunto stesso. È nostra usanza nel periodo fra il decesso ed il funerale, esporre la salma al cospetto di amici e parenti che partecipano fisicamente ed emotivamente, spinti da dovere sociale o personale nei confronti del deceduto a seconda l’intensità del rapporto intercorso in vita.
Lo scatto ci riporta indietro nel tempo. La defunta è adagiata nel suo letto di morte vestita di tutto punto, con intorno i parenti e gli amici più intimi che partecipano commossi alla veglia di rimembranze e preghiera rivolte alla loro cara estinta. Intorno al triste talamo, sono posizionati antichi candelieri siciliani con candele accese giorno e notte, da cui nasce il termine camera ardente; l’omaggio floreale è anch’esso ricco di simbolismo. Oggi l’industrializzazione del funerale è quasi totalmente gestita dalle imprese di pompe funebri, che ben organizzate sistemano il defunto, decorano la stanza ed al bisogno, forniscono anche i refrigeratori predisposti da solerti necrofori accanto alla bara non ancora sigillata. Il dolore per la perdita di un proprio congiunto negli anni non si è certo modificato, come invece è cambiato il modo di celebrare l’ultimo saluto ai nostri cari passati a miglior vita. L’evento della morte vissuta con dolore, rimpianto e commozione mette a dura prova la forza del singolo e della famiglia, un momento di sconfitta e di ineluttabile condanna umana che lascia il segno nel tempo e nelle nostre emozioni.

Archivio

Registro
02
Busta
700
Negativo
1.412
Anno
febbraio 1963

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