Un matrimonio da favola

Un matrimonio da favola

Matrimonio Scimone – De Alba
Fu un matrimonio da sogno per tutto il paese. I taorminesi festosi si strinsero, sul corso Umberto I, intorno al carretto siciliano che portò gli sposi dalla cattedrale al locale di famiglia La Giara, dove si svolse il grande ricevimento.
Nella foto i novelli sposi aprono le danze sul terrazzo del locale. L’impeccabile Chico fa volteggiare la bellissima Aurora che indossa uno splendido abito bianco con la tradizionale “mantilla” sul capo, omaggio alla Spagna, suo paese d’origine.

Girovagando su Youtube, ho trovato questa chicca: un piccolo servizio realizzato da Pallavicini nel suo cinegiornale statale la settimana INCOM che parla proprio di questo matrimonio e della tarantella siciliana.

Dati in registro

Registro
01
Busta
126
Negativo
6.415
Anno
giugno 1954

La settimana Incom 01111 del 23/06/1954

Curiosità: INCOM

Acronimo di Industria CortiMetraggi, fu società di produzione cinematografica italiana fondata a Roma nel 1938 da Sandro Pallavicini. Durante il periodo bellico fece una serie di documentari propagandistici e reportage di guerra. Nell’immediato dopoguerra produsse un cinegiornale, finanziato dallo stato, chiamato la settimana INCOM il quale fu una delle fonti più popolari di informazione e attualità in Italia.

La settimana INCOM ben presto sbaragliò la concorrenza e diede voce agli interrogativi di quegli anni sull’identità nazionale, agli emergenti bisogni della ricostruzione, nonché alle incipienti prospettive di riscatto e progresso. Il tema ricorrente era il futuro splendente che attendeva tutto il popolo italiano; tema, insistente a tal punto, da produrre una sorta di antirealismo che comunque non pregiudica l’odierno enorme valore documentale e storico del patrimonio audiovisivo delle cineattualità Incom. L’istituto Luce, proprietaria della INCOM dal 1967, attraverso una sapiente opera di archiviazione e digitalizzazione realizzata alla fine degli anni Novanta, ha messo a disposizione della comunità degli studiosi questo patrimonio audiovisivo sul proprio canale Youtube.

fonte: Treccani enciclopedia del cinema

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